Al circo della fede.
Aprile 24, 2008 at 11:54 pm | In Certe cose succedono solo da noi |Tags: padre pio, san giovanni rotondo
Spettacolo quotidiano: ostensione della salma in vitro.
Anche se mi ci ero soffermato pochi giorni fa l’attualità dell’accaduto necessita una riflessione ulteriore. Se in precedenza erano solo previsioni, l’evidenza dei fatti richiede uno sforzo maggiore, un’interpretazione ancora più profonda, se di profondità si può parlare. Quanto si deve scavare per comprenderne i magheggi? Quanto bisogna interrogarsi per estrapolare una verità che è già realtà?
E le 10000, forse 15000, persone di oggi ne sono la prova. La prova di una macchinazione impensabile, l’esempio che la follia umana non ha limiti, soprattutto se si confonde tra le vesti di un abito sacerdotale. Ed anzi, se la stoffa in questione è di natura “clarissa” il prodotto sarà ancora più apprezzato. Pronti per lo spettacolo circense? Una baraonda incredibile di clown, manichini, soubrette vi sorprenderà. Non preoccupatevi, lo spettacolo muove i tacchi sulle coscienze di quanti non sanno distinguere, e il lezzo che l’avidità emana dai sassi sui quali abbiamo costruito le nostre false certezze è una beatitudine alla quale siamo pronti, perchè abituati a mendicare. Siamo pronti a ricevere la giusta ricompensa, un mondo d’orato sulle cattedrali finanziate dall’amore divino, sostengono le firme sulle quali abbiamo corso questo rischio. Un rischio minimo, impercettibile. Una condanna perpetua, il riposo interrotto di un’anima buona, forse veramente magnanime. Noi ci sputiamo addosso. Che ce ne vengano a chiedere dazio
Un grazie a quanti si sono impegnati in questa operazione ammirevole. All’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, monsignor Domenico Umberto D’Ambrosio che commosso stringeva un fazzoletto bianco. Al cardinal Josè Saraiva Martins, prefetto della Congregazione delle Cause dei santi. A questi grandi uomini, unici, inimitabili. A loro va la mia più grande ammirazione, la mia più grande stima. Al feticismo della vittima senza limiti, alla sua umiliazione, terrena e non, comunque eterna. Ma lo sdegno che nutre la condanna di quanti la pensano come me è allo stesso modo eterno ed immutabile. Per quanto possa valere, va detto, urlato perchè anche chi non può comprendere ( e mi rivolgo a quei poveretti che saranno in fila ad ammirare una salma) possano sentire.
Che il cuore di un uomo grande sappia perdonarvi. A me, voi, fate schifo, per questo e per quanto vi ha preceduto.
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